“Oggi è cultura, una volta era normalità.”

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L’eredità della Club Culture non è ancora stata pienamente riconosciuta.

D’ altronde se lo fosse, oggi in Italia, si tenderebbe a renderle il giusto tributo invece di considerarlo ancora un fenomeno mal visto e mal tollerato, unico Paese del mondo civile – credo – a non essersene ancora accorto.

Eppure la gran parte di ciò che oggi viviamo e riteniamo una conquista di questi tempi recenti, una volta era la normalità assoluta in quel mondo a parte che è stata la Club Culture a livello internazionale.

Da attrice protagonista in un palcoscenico privilegiato, da anni ormai, con grande tristezza, elaboro i paragoni tra due epoche il cui significato sembra rovesciato: nessuno della mia generazione farebbe a cambio con quelle attuali che pure godono di un benessere e di un progresso mai neanche immaginato fino a pochi anni fa, e molti giovani di oggi, di quelli che ne hanno sentito parlare, che vorrebbero barattare la loro epoca con la nostra.

È normale? No, non credo.

È necessario collocare il fenomeno nel giusto punto della Storia perchè è frutto di un percorso di movimenti giovanili di cui lo scorso secolo, al contrario di questi primi lustri del nuovo millennio, è stato pieno.

Occorre sapere che il 1900, nella sua interezza, è stato il secolo dove maggiormente, si sono rotte le tradizioni tramandate, è stato il secolo che ha conosciuto la più massiccia presenza di minoranze estetiche, sessuali, etniche della storia che, anno dopo anno, decennio dopo decennio, hanno scombinato le carte dell’ appartenenza e della gerarchia.

Forse è stata la perfetta applicazione della teoria del Caos che genera Creatività, come ben sanno gli artisti, ma tant’è.

Ma mentre ne ragionavo e mi chiedevo se effettivamente il mio punto di vista fosse equilibrato e non eccessivamente di parte, ecco che ho fatto questa meravigliosa scoperta anche grazie alla forzata clausura casalinga dovuta al Covid: il canale https://arte.sky.it che, con i suoi documentari, vale – da solo – il prezzo dell’abbonamento.

Ho scoperto così una ricca serie di docu-film meravigliosi che ripercorrono la storia di vari artisti e di vari movimenti, non solo underground, che hanno avuto il merito di sovvertire le regole, che hanno dato il via a svolte culturali significative e che hanno portato gli anni ’80 ad essere quella incredibile esplosione di modernità che sono stati. E sono racconti meravigliosi, informazioni storiche importanti. È innegabile che sia cultura.

Quindi se l’ argomento ti interessa, se non trovi mai niente di bello da vedere in Tv, se vuoi fartene un’ idea te ne consiglio alcuni tra quelli che mi sono piaciuti di più:

  • Blitzed: la storia di un piccolo Club londinese in cui è nata una generazione di adolescenti che avrebbero rivoluzionato gli anni ’80. Una storia molto simile a quella del mio locale.
  • EuroDisco: la storia della disco-music e della sua evoluzione di qua e di là dall’ oceano.
  • La nascita di MTV: una bellissima testimonianza su una realtà che ha cambiato radicalmente il modo di intendere la musica.
  • My Generation: il racconto dei favolosi Swinging tra New York e Londra soprattutto.
  • Studio 54: un classico.
  • La Nascita della Motown: interessante spaccato culturale nell’ America di quel periodo.
  • The Apollo: per questo docu-film vale quello che ho scritto per La Nascita della Motown, bellissimo!
  • Ciao Libertini: gli anni 80 italiani secondo Tondelli che ne è il miglior cronista.
  • Rude Boy: la storia della ascesa e caduta dell’ etichetta londinese Trojan
  • Disco Ruin: un bel racconto sull’ evoluzione delle disco in Italia.

Naturalmente ce ne sono altri, tutti bellissimi e interessanti e se vuoi te li segnalo. È un bel modo di passare una serata e farsi una cultura. O un tuffo nel passato. In ogni caso vale la pena anche solo per le colonne sonore…

A presto!

Micaela

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