Vintage: gli abiti d’archivio

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Le star impazziscono per tutto ciò che è vintage

Mi sono imbattuta in un articolo contenuto nella newsletter di Vogue che ricevo ogni mattina e che mi ha portato a fare una considerazione tra epoche vicine ma lontanissime per quanto riguarda -soprattutto- l’attitudine.

Il titolo era: “Perché il vintage di Versace spopola sul red carpet ?”.

Che domande! Chiunque sia stato giovane negli anni tra la fine degli 80 e i 90 sa rispondere senza esitazione:

Perché sono stati i primi abiti sexy – veramente, autenticamente sexy – ma di impareggiabile stile che ti facevano sentire figa all’ ennesima potenza!

Nessuno come Gianni Versace è riuscito ad interpretare il periodo, facendo della sensualità il biglietto da visita di ogni donna che vestiva un suo capo. Egli è riuscito a spogliare i corpi dando loro un allure di classe come mai nessuno prima.

Gli abiti di Versace dal 91/92, sono disegnati spesso per non nascondere niente, osano, scoprono, fasciano, lasciano intravedere a volte fino al limite del consentito senza mai apparire volgari. Tessuti innovativi, borchie, spille, lacci, fibbie, sete struscianti, non stupisce che nel giro di un paio di collezione sia diventato il re del mondo della moda.

Periodo di grande modernità.

In generale il periodo era particolarmente creativo, ci si vestiva anche con altri abiti meravigliosi, Armani, la sublimazione dell’eleganza, Gaultier, l’ avanguardia insieme a Mugler , Azzedine Alaïa, la Vivienne ça va sans dire, Comme de Garçons, Ferrè, Yohii Yamamoto, Issey Miyake , Moschino e molti altri, anche considerati più underground, ma Versace era il moderno, era la visione di una donna nuova, disinibita, disincantata e consapevole di osare, l’ interprete perfetta per quegli anni che ancora erano, essi stessi sexy. Per questo, probabilmente una certa attitudine è stata sdoganata e immediatamente celebrata.

È stata anche un’ottima operazione di marketing, le sue sfilate con le modelle più iconiche di sempre in una rappresentazione di bellezza e opulenza, ritmo e modernità del tutto nuova, ha contribuito molto al posizionamento del brand, ma in generale io direi che era l’uomo giusto, nel posto giusto, al momento giusto, si può dire che abbia inventato il glamour e le top model.

Io ne ho avuti molti di abiti di Versace e posso testimoniare senza timore di smentite che un suo abito addosso è un’esperienza, alcuni li ho ancora e sono ancora in perfette condizioni, altri purtroppo nel tempo li ho eliminati e non li ho più, peccato!

Non a caso uno degli abiti che ha fatto molto parlare di sé recentemente è stata la jumpsuite del 1992 che Kylie Jenner ha acquistato per la ragguardevole cifra di 18,300 $, che io pagai circa 3 milioni di lire e che ancora conservo gelosamente. https://micaelazanni.blog/kylie-jenner-mi-ha-copiato-moda-style/

Va detto che la moda, anche l’alta moda, all’ epoca non aveva prezzi così eccessivi come oggi, era proporzionalmente molto meno costosa; per noi ragazze che lavoravamo e frequentavamo i club di tendenza era d’obbligo sfoggiare sempre mise pazzesche e in quel periodo non avevi che l’imbarazzo della scelta a prezzi, tutto sommato, ragionevoli. poi noi tutti, fashion victims della prima ora, eravamo particolarmente abili a mescolare pezzi importanti con altri no brand ( sempre rigorosamente di ricerca). Molti stilisti infatti ballavano di fianco a noi nei dance floore e traevano ispirazione da quello che vedevano.

L’articolo racconta di quanti abiti pescati dall’ archivio di Versace si stiano vedendo sui red carpet e alle premiere, di quanto le celebrities ne vadano pazze e si chiede il perché al di là del discorso della sostenibilità: io credo che gli abiti di Versace, oggi anche quelli disegnati da Donatella, siano ancora oggi così moderni, sexy, esagerati e capaci di far risaltare la bellezza di una donna con quello stile unico ed inarrivabile che rimangono oggetti del desiderio.

Per questo credo spopolino, perché le donne di oggi vogliono sentirsi ancora come ci sentivamo noi 30 anni fa nel nostro mondo super moderno: bellissime, uniche, consapevoli e spavalde.

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